sabato, 23 ottobre 2004

AAA cercasi aiuto recensionsore per aggiornare il BLOG!!

Raga pultroppo mo che mi sono cominciate le lezioni all'università non riesco più ad aggiornare il blog con una frequenza decente e mi serve qualcuno che mi aiuti a gestire il tutto!!

TUtti sono i ben venuto....basta che si parli sempre di rock (ovviamente) e non si cada nella merdaglia commerciale.....ok??

Contattatemi al mio account di msn ed e-mail lampadium_@hotmail.com

ciao a tutti!!!





Rockato da RockerFoX alle ottobre 23, 2004 11:35 | commenti (2) | permalink



martedì, 19 ottobre 2004

Oggi per il piacere dei miei lettori...vi parlerò degli.......

IN FLAMES

 

Nel 1990 Jesper Stromblad decide di lasciare la band chiamata Ceremonial Oath, in cui suonava con Anders Fridén e Anders Iwers(Tiamat). Deciso ad andare in una direzione musicale diversa, Jesper contatta Johan Larsson e Glenn Ljungström per formare la band che oggi conosciamo come In Flames.


La band completa un demo e lo invia alla Wrong Again records, dove il responso è più che positivo. Ottengono subito un contratto parlando direttamente con il boss durante una delle tante bevute notturne. Chiaramente lui ha chiesto se avevano anche altri pezzi oltre a quelli presenti nel demo e loro hanno spudoratamente mentito dicendo di averne già pronte 14 canzoni. E' stato così che il giorno dopo si sono seduti a tavolino e hanno partorito Lunar Strain che in breve tempo sarebbe

La band ha avuto tutta una serie di membri "di passaggio" e alcuni presi in prestito temporaneamente da altri gruppi. Tra le persone che hanno fatto parte degli In Flames fin dall'inizio troviamo Mikael Stanne e Anders Jivarp (Dark Tranquillity), Anders Iwers (Tiamat), Henke Forss (Dawn), Daniel Erlandsson (Eucharist, Arch Enemy) e altri ancora.

La band successivamente rilascia un mini-cd intitolato Subterranean che diventa l'apripista per la crescita degli In Flames e che è il loro biglietto per firmare un contratto con l'etichetta tedesca Nuclear Blast.

Le cose vanno avanti alla stessa maniera per un pò ma ben presto si stancano di dover continuamente chiedere in prestito musicisti a destra e a manca per poter completare un album o anche solo per poter suonare decentemente dal vivo. Così decidono di chiedere a Anders Fridén e a Björn Gelotte di unirsi alla band in qualità di cantante e batterista e loro accettano. Questa è la prima volta in cui gli In Flames sono effettivamente una band al completo.

Registrano un nuovo album, The Jester Race, che diventa un grande successo a livello mondiale e la band comincia ad attirare l'attenzione di tutta l'Europa e del Giappone, dove riescono ad avere un contratto con la Toy's Factory. Partono in tour con Samael, Grip Inc. e Kreator e questo è il loro primo grande avvenimento in tutta la loro storia.

Durante l'anno successivo continuano a fare apparizioni in concerti qui e là ed è a questo punto che Johan e Glenn sentono il bisogno di dare priorità ad alcune cose rispetto ad altre e purtroppo decidono di lasciare gli In Flames.

Il problema è che entrambi danno le proprie dimissioni subito dopo la registrazione di Whoracle e così Björn, Jesper e Anders si ritrovano con un album completo, ma metà band.
Per fortuna sono in buoni rapporti con Peter Iwers e Niklas Engelin, bassista e chitarrista, che li aiutano a terminare la registrazione e a fare un mini tour con i Dimmu Borgir. L'esperimento funziona e viene chiesto loro di rimanere nella band, cosa che accettano molto volentieri.

Il gruppo continua il tour in Europa e parte successivamente per una fantastica settimana in Giappone, dove trovano un'accoglienza fenomenale.

Rientrati in Svezia, Niklas lascia la band a causa di uno scontro di opinioni e per il fatto che vuole concentrarsi sull'altra sua band, i Gardenian.Questo è il punto di svolta per gli In Flames che decidono di far suonare la chitarra a Björn che originariamente è un chitarrista e di recrutare Daniel Svensson (Sacrilige) alla batteria. Questa formazione funziona alla grande e riescono a registrare Colony, il loro più grande successo fino ad ora.

La Colonizzazione li porta in tour per Europa, Stati Uniti e Giappone e il tour si rivela una vera esperienza indimenticabile e finalmente cominciano a ricevere l'attenzione che meritano.

Nell'Agosto del 2000, dopo alcuni anni di successo in tour, esce Clayman, il nuovo album registrato dopo aver trascorso 3 mesi in studio. Questo album parte bene e ha subito grandi vendite in tutto il mondo, oltrepassando in pochi mesi il totale delle vendite di tutti gli albums precedenti.

Dopo aver partecipato a festivals con band del calibro di Dream Theater, Slipknot, Testament, Methods of Mayhem, ecc.. c'era da aspettarsi un tour mondiale.
Infatti gli In Flames hanno puntato su Giappone e Europa, un tour che si è inserito in mezzo ad altri 2 tours Americani. Il giro è stato lo stesso dell'anno precedente, ma questa volta in posti più grandi, con più persone e più materiale. In Giappone Jesper riceve un riconoscimento dalla rivista BURRN! come miglior compositore dell'anno.

Ancora una volta i tours furono un gran successo.

Peter Iwers non si unisce al resto della band durante questi tour in quanto sta per arrivare una bimba in casa Iwers, ma si unisce a loro successivamente per le date in Scandinavia e Giappone. Per tutte le altre date viene sostituito da Dick Löwgren degli Armageddon.

Nell'anno 2000 gli In Flames compiono circa 150 apparizioni e così un periodo di riposo è loro dovuto.

Nel 2001 Peter è nuovamente parte integrante della band e partecipa ad alcuni shows in Svezia, compreso uno show di rilevanza nazionale in Gotheborg che viene trasmesso da 4 canali televisivi e dalle radio.

Quest'anno le classifiche li vedono in buona posizione, includendo un 4° posto in Giappone, sia per il gruppo che per l'ultimo album rilasciato, 3° posto per la rivista Canadese "Brave words and Bloody Knuckles", 1° posto per Metal Maniacs, e 17° posto nella classifica officiale Svedese.

Viene girato un video per Only for the Weak, e la band è ora pronta per il mini tour Europeo, prima di partire per i festivals estivi.

LINE-UP

La line-up corrente è la seguente:
Björn Gelotte - Chitarre
Daniel Svensson - Batteria
Peter Iwers - Basso
Jesper Strömblad - Chitarre
Anders Fridén - Voce













Rockato da RockerFoX alle ottobre 19, 2004 18:11 | commenti (2) | permalink



domenica, 17 ottobre 2004

Salve gente...oggi vi parlerò di un Chitarrista che è stato una pietra miliare nella storia della musica, ma a causa della sua morte prematura non è riuscito a diffodersi molto oltre oceano...spero che lo conosciate...lui è .....(rullo di tamburi)....

STEVE RAY VAUGHAN

Stevie Ray Vaughan

In tempi di cantanti poco intonati, di canzoni solo ed esclusivamente ballabili e di rapper che degli strumenti musicali conoscono sole le diavolerie elettroniche e i suoni campionati, il nome di Stevie Ray Vaughan è uno di quelli da appuntare all'interno della propria agenda delle cose preziose.

Guitar hero quant'altri mai (in compagnia di illustri colleghi, soprattutto neri, lui bianco del Texas, chiamato da alcuni il Jimi Hendrix bianco), Stevie è nato il 3 Ottobre 1954 a Dallas, USA, dimostrando fin da subito un legame praticamente vitale con la musica e con la parte più spirituale e "antica" di essa: il blues. Si avvicina alla chitarra grazie al fratello più grande, Jimmy, futuro chitarrista dei Fabulous Thunderbids, il quale non solo gli offre notevoli spunti artistici in quanto strumentista lui stesso ma lo introduce all'ascolto di tutte le leggende di quel genere musicale. Nei momenti di relax, ma non solo, fra le mura di casa Vaughan risuonano continuamente le note di maestri come Albert King, Otis Rush, Lonnie Mack, per la delizia delle sensibili orecchie di Ray, sempre pronto a rubare tutti i più piccoli particolari di quei mostri sacri.

Dopo le prime prove in duo con il fratello in qualche classico complessino locale, si trasferisce ad Austin nel 1972 con intenti seri, deciso a dimostrare quello che vale. Gira così come una trottola da un gruppo all'altro, eternamente insoddisfatto e sempre alla ricerca di quel "qualcosa in più" che fa la differenza e che solo il vero artista sa percepire.
Fra i "Nightcrawlers" e "Paul Ray & the Cobras" (con i quali nel 1974 registra "Texas Clover"), nel 1977 forma i "Triple Threat Revue" insieme alla cantante Lou Ann Burton, poi diventati "Double Trouble" (il nome viene preso dal titolo del mai dimenticato Otis Rush).
Nel 1979 la Burton decide di lasciare per intraprendere la carriera solista e dal quel momento i Double Trouble diventano un trio, con Stevie Ray voce e chitarra solista, Chris Layton batteria e Tommy Shannon al basso.
Stevie trova finalmente il suo equilibrio ideale e i frutti di questo stato di grazia cominciano a farsi vedere.

Pochi sanno che il vero scopritore del chitarrista americano è nientemeno che Mick Jagger. Il carismatico leader dei Rolling Stones, entusiasta delle sue esecuzioni, lo segnala al produttore Jerry Wexler che lo porta subito al Festival Jazz di Montreux nel 1982. L'esibizione ha tale risonanza che David Bowie decide di ingaggiarlo per la registrazione del suo disco "Let's dance" e per il tour mondiale legato all'album; a metà tour Vaughan, poco soddisfatto dal genere di musica a cui, nel bene e nel male, Bowie lo costringe (e che non sente adatto a sé), decide di lasciare.

Grazie al produttore John Hammond Sr, nel 1983 incide finalmente il suo primo album "Texas Flood". Vaughan ha 28 anni ed è in piena maturità artistica: i suoi assoli sono travolgenti e cristallini, la padronanza dello strumento è di una qualità rara a vedersi. Anche la sua voce non sfigura affatto, rivelandosi adattissima per qual genere senza fronzoli che è il Blues.

L'anno dopo è la volta di "Couldn't stand the weather", il secondo album che, come spesso accade, genera molte attese. L'accoglienza è ottima e, anzi, supera ogni più rosea aspettativa: il disco entra in classifica nei primi trenta diventando disco d'oro. In questo album l'influenza dell'immenso Jimi Hendrix è determinante e la versione di "Voodoo Chile (Slight Return)" non è la solita imitazione di Jimi ma è un vero capolavoro.

Il passo successivo è costituito da "Soul To Soul" (1985), che vede l'inserimento nel gruppo del tastierista Reese Wynans considerato come il quarto Double Trouble. In questo periodo, all'apice della bravura e della fama, Stevie Ray Vaughan partecipa come "guest star" anche ad album di altri artisti come Johnny Copeland ("Texas Twister"), James Brown ("Gravity"), Marcia Ball ("Soulfull Dress") e con uno dei suoi idoli, Lonnie Mack (per "Strike Like Lightning").

L'esibizione di Montreux incisa sull'album "Blues Explosion" gli fa vincere un prestigioso "Grammy". Purtroppo un grave elemento di disturbo viene a inquinare la prolifica vita artistica del chitarrista: l'abuso di alcool e droghe, i vizi occulti che da tempo lo affliggono.
Durante una delle sue solite, intense esibizioni viene colto da collasso e ricoverato in ospedale. La paura è tanta e Stevie dovrà affrontare un lungo periodo di disintossicazione.

Il ritorno in studio nel 1989 coincide con l'uscita di "In step" con il quale, grazie anche al record di vendite che supera il milione di copie, vince il suo secondo Grammy.
Nel 1990 collabora nuovamente con il fratello al disco di Bob Dylan "Under the red sky"; in seguito incidono il deludente "Family style".

Il 27 agosto 1990, la tragedia: dopo aver partecipato ad un concerto con Eric Clapton, Robert Cray e Buddy Guy, Stevie sale su un elicottero che lo dovrebbe portare a Chicago ma subito dopo il decollo, causa la fitta nebbia che imperversava sulla zona, il velivolo si schianta contro una collina. Questa tragica fatalità pone fine alla breve vita di Stevie, quella vita che lui aveva così maltrattato con i suoi eccessi.
La morte prematura lo ha proiettato nella leggenda, ma ha privato irrimediabilmente la musica di uno dei suoi interpreti più accesi e sensibili.

E' da ricordare il bellissimo brano strumentale "SRV" che Eric Johnson, un altro mostro delle sei corde, ha dedicato a questo artista dopo la sua scomparsa.


 
































Rockato da RockerFoX alle ottobre 17, 2004 13:34 | commenti (1) | permalink



venerdì, 15 ottobre 2004

SAAALLVEEE RRAAAGGAA!!! SOno molto CoNtEnTo ChE UlTiMaMente vi sia stato un crescente interesse per il mio blog!!

Spero che si continui cosi!!!

Siccome la scorsa volta vi ho parlato dei Nickelback oggi vi farò la recenzione di uno dei loro migliori cd

Silver Side Up

Allora ve lo commenterò traendo spunto dalle canzoni secondo me più rappresentative:

1)Good time gone questa canzone parte con un arpeggio acustico spettacolare! veramente una sonorità molto interessante ed un ritmo particolare, segue uno stile crescente, caratteristico del gruppo che per un certo verso potrebbe anche essere definito rock progressivo per questo carattere,.

Where the good times gone?
Where the good time go?

All the stupid fun
And all that shit we've done
Where the good times gone?
Well I still don't know

In questo pezzo si sente la nostalgia che il gruppo ha per il passato per i tempi ormai lontani, forse anche per l'infazia. Niente male come pezzo...

2)Never Again PEZZO SPETTACOLARE!!!!Forse la migliore canzone del cd! veramente molto bella, si sentono richiamo a gruppi come i MEtallica nel suono della batteria che è frenetico, i suoi delle chitarre pesanti e distorti sono caratterstici del loro stile, vermente un gran pezzo!!NEVER AGAIN!!!

Anche il testo è spettacolare

Just tell the nurse, you slipped and fell
It starts to sting as it starts to swell
She looks at you, she wants the truth
It's right out there in the waiting room
With those hands
Lookin just as sweet as he can
Never Again

Seen it before, but not like this
Been there before, but not like this
Never before have I have
Seen him this bad
She's just a woman
Never Again

Father's a name you haven't earned yet
You're just a child with a temper
Haven't you heard "Don't hit a lady"?

Kickin' your ass would be a pleasure

Lascio a voi ulteriori commenti!

3)How you remind me questo probabilmente è il pezzo più conosciuto dell'intero album, molt famoso, ma secondo me non il migliore, anche se comunque molto bella, il testo in particolare non è male

Never made it as a wise man
I couldn't cut it as a poor man stealing
Tired of livin' like a blind man
I'm sick inside without a sense of feeling
And this is how you remind me...
This is how you remind me...
Of what I really am
This is how you remind me...
Of what I really am

It's not like you, to say sorry
I was written on a different story
This time I'm, mistakin'
For handing you a heart worth breakin'
I've been wrong, I've been down
To the bottom of every bottle
These five words in my head scream
Are we having fun yet?

4)Too Bad Anche questo è un pezzo molto consciuto, almeno quanto how you remind me, anche questo pezzo come un po tutto il cd è basato un di un senso di solitudie che accompagna quasi tutto il cd, carattestico, e forse è proprio questo che rende tutto un pò più speciale!

5)Money Bought Questo pezzo anche non è malaccio, in particolare il ritornello è violento! come piace a me!!!

Look what your money bought
It's all that she's got
It keeps her company
Straight from Mom and Daddy

Concludo dicendo che secondo me i NickelBack sono il miglior gruppo rock del momento! sono gli unici che creano qualcosa di originale veramente, e non tentano di emulare grandi del passato, come è di tendenza negli ultimi tempi (Velvet Revolver, The Darkness, The Internation Noise sconspiracy, etc.), se prendiamo uno dei gruppi nati negli ultimi 2 anni troveremo brutte copie di AC\DC, Guns, Deep Purple & Co.!! Loro invece fanno musica originale, hanno un proprio stampo originale che sicuramente li aiuterà ad andare avanti in questo campo.....

VOTO 8 1\2










































Rockato da RockerFoX alle ottobre 15, 2004 13:53 | commenti (3) | permalink



mercoledì, 13 ottobre 2004

Salve a tuttti!!! Oggi vi parlerò di in gruppo che ho rivalutato solo negli ultimi tempi...

Nickelback

Foto 1

Onestamente appena ho sentito "hero" (colonna sonora di spiderman 1) li avevo catalogati come il classico gruppetto rock commerciale, ascoltabile, ma comunque di serie B in quanto non vedevo in loro originalità e e significati, anche se la canzone è bellina....Ma qualche tempo fa dopo aver visto un loro spettacolare Live a Milano su RockTV mi sono dovuto ricredere decisamente!!! Ecco a voi la loro storia..

Questa è la storia di un successo nato dai concerti, dalla radio, e, sopra ad ogni altra cosa, dall’impegno di una band a fare del gran rock. I Nickelback sono letteralmente esplosi in ogni parte del mondo con il loro secondo album, Silver Side Up. Sulla scia di The State, loro album di debutto e disco d’oro nel 2000, Silver Side Up è stato immediatamente un vero e proprio trionfo, sin dalla pubblicazione, nel settembre 2001, vendendo finora oltre 9 milioni di copie a livello mondiale. L’album ha riscosso successo un po’ ovunque: 5 volte Disco di Platino negli Stati Uniti, 3 volte Disco di Platino nel Regno Unito, nella loro patria, il Canada 8 volte Disco di Platino, in Australia Doppio Disco di Platino, in Germania e Olanda Disco di Platino, e così come per altri dieci stati del mondo.

Già conquistatasi un pubblico crescente con The State attraverso un’instancabile attività di promozione in tour e nelle radio rock, la band ha raggiunto la vetta di popolarità dopo i passaggi in radio di un brano tratto da Silver Side Up divenuto un vero e proprio tormentone, "How You Remind Me". Il pezzo si è poi accaparrato quattro nomination ai Grammy Awards, quattro Billboard Awards, quattro Juno Awards, e innumerevoli riconoscimenti radiofonici. Si tratta senz’altro di dati importanti, ma una sola considerazione basta a riassumerli: "How You Remind Me" è stato in assoluto la canzone più passata in tutte le radio nel 2002, secondo i monitoraggi di Billboard. La band è salita alle stelle, e ci è rimasta con altri due pezzi rock in testa alle classifiche, "Too Bad" e "Never Again", che hanno ottenuto entrambi un audience nell’ordine dei milioni di ascoltatori. Finito il polverone, i Nickelback avevano centrato un ulteriore incredibile obiettivo, consacrandosi come il gruppo più ascoltato in tutte le radio nel 2002.

Ora, nel 2003, il gruppo originario di Vancouver, formato da Chad Kroeger, - cantante/chitarrista e principale autore dei testi, Ryan Peake - chitarrista, Mike Kroeger - bassista, e Ryan Vikedal – batterista, è tornato con il più completo lavoro realizzato finora, il nuovo album The Long Road. Al tempo stesso accessibile e melodioso, tecnicamente rifinito ma onesto, aggressivo ed emozionante, The Long Road alza la posta in gioco mettendo a frutto il potenziale di questi giovani re delle hit.

"Ci siamo spinti fin dove possibile. Siamo molto orgogliosi di questo album", dice a nome del gruppo Chad Kroeger, a proposito della prossima uscita. "I fan della vera rock music si tengano pronti ad una sorpresa."

Dal vivace singolo di punta dell’album "Someday", passando per i robusti riff chitarristici di "Throw Yourself Away" e per la vibrante energia di "Do This Anymore" e l’emozione allo stato puro di "Feelin' Way Too Damn Good," The Long Road vede i Nickelback definire come mai prima d’ora il mordente melodico che li contraddistingue. L’album è ulteriormente valorizzato da una notevole evoluzione nei testi dei brani, che ora affrontano più di frequente grandi temi universali anziché limitarsi ad un semplice confronto con i propri demoni personali.

"L’album ha meno a che fare con me e con le la mia esperienza personale," considera Chad Kroeger, cantante e chitarrista. "Invece che raccontare la mia vita, parla di eventi che hanno sperimentato tutti e da cui si spera che tutti abbiano imparato qualcosa."

In The Long Road, un aspetto essenziale dell’evoluzione della musica è stata la decisione della band di gestire per la prima volta da sola il duro lavoro della produzione. Gli artisti sapevano che sarebbe stata una bella sfida, ma hanno avuto abbastanza fiducia in se stessi da assumersi questo compito. The Long Road è il primo album nella carriera dei Nickelback realizzato interamente dalla band stessa, senza nessun apporto esterno.

"E’ stato grandioso per noi fare da arbitri di noi stessi e lavorare assieme per realizzare esattamente il disco che volevamo," dice Chad Kroeger a proposito delle sessioni di registrazione, effettuate sia nei Greenhouse studios che nello studio di Chad, a casa propria, entrambi a Vancouver. "Non c’era nessuno che ci osservasse col fiato sul collo, né eravamo in alcun modo inibiti. Non avremmo fatto altrimenti."

"Credo che tutti noi sentiamo di essere arrivati molto in alto e di aver realizzato più di quanto avremmo mai potuto sperare agli inizi della nostra carriera," conclude Chad Kroeger. "Sappiamo di aver prodotto un gran bell’album rock. Adesso non ci resta che aspettare l’opinione del pubblico."

Il bassista dei Nickelback, Mike Kroeger, aggiunge, "Tutto ciò che facciamo, lo facciamo semplicemente nel modo migliore che conosciamo. Non ci occupiamo di ciò che tutti gli altri fanno. Ci interessa solo realizzare dischi di rock solido e onesto firmati Nickelback."

The Long Road, la cui uscita è prevista per il prossimo 19 settembre, sarà promosso anche attraverso un tour negli Stati Uniti in autunno. Il primo singolo dell’album, "Someday", ha avuto un impatto notevole sulle radio rock dal 29 luglio, ed è stato il più passato tra i nuovi brani in tutte le radio, entrando nella programmazione di oltre 150 stazioni. Un video di "Someday", girato dal celebre regista Nigel Dick, sarà trasmesso a partire dall’inizio di settembre.

L’arte della rock music, come viene interpretata dai Nickelback, si raffina ulteriormente in The Long Road. I Nickelback sono stati accolti a braccia aperte da milioni di fan in tutto il mondo grazie alla loro musica, e, sia per la band che per i fan, “La Lunga Strada” continua.

Line Up

Kroeger – Voce/Chitarra Giudizio: Bellissima voce!! e discreto chitarrista

Ryan Peake – Chitarra/Voce Giudizio: buon chitarrista (la voce è solo di sottofondo)
Mike Kroeger – Basso Gidizio: veramente sorprendente

Ryan Vikedal – Batteria giudizio: Buono






Rockato da RockerFoX alle ottobre 13, 2004 10:31 | commenti (2) | permalink



lunedì, 11 ottobre 2004

And Today....Oye Baby...

AC\DC

Altra grandissima band storica.....

La famiglia Young, causa problemi economici, si trasferisce verso la fine degli anni 50 in Australia, terra che prometteva fortuna e prosperità. Sette figli tra cui Malcolm (classe 1953) e il piccolo Angus (del 1955). I due hanno una certa allergia verso la scuola, che abbandonano subito dopo gli anni obbligatori. Angus farà il disegnatore per una rivista mentre Malcolm andrà a guadagnarsi lo stipendio in una fabbrica di reggiseni. Malcolm aveva già messo in piedi il suo gruppo, i Velvet Underground, mentre Angus da qualche anno si dedicava al suo strumento preferito, la chitarra, e qualche volta suonava nel gruppo del fratello. Dopo aver suonato in vari complessi ,qualche anno più avanti i due presero la musica più seriamente e a sorpresa decisero di “collaborare”. Il monicker AC/DC nacque da un’idea della sorella maggiore Margareth (la stessa si dice che suggerì al fratellino Angus di non abbandonare mai sul palco la tipica divisa da scolaretto) che lesse per caso la sigla su di una macchina da cucire: l’unico problema era che in Australia nello slang tipico del paese quelle quattro lettere stavano per “bisessuale”, questo provocò non pochi problemi dal punto di vista dell’immagine per il gruppo! Oltre ai due fratelli Young, della formazione originale facevano parte anche il cantante Dave Evans, il bassista Larry Van Knedt e il drummer Colin Burgess.

Ma dopo appena un anno e una manciata di concerti, i fratelli Young si stancarono del carente apporto vocale di Evans e dei suoi atteggiamenti sin troppo glam (era abituato ad esibirsi con i pittoreschi “zatteroni”) e si misero in cerca di un nuovo cantante che allo stesso tempo potesse anche forgiarsi del titolo di “frontman” del gruppo. Il povero Evans fece in tempo a partecipare all’uscita del singolo “Can I Sit Next To You” (1974), ma ben presto si sarebbe fatta strada l’ipotesi dell’ingaggio dell’istrionico blues-screamer Bon Scott. Originario della Scozia come gli Young, alle sue spalle aveva già numerose esperienze all’interno della nascente scena rock australiana (gruppi tra cui i Fraternity e i Valentines, già in contatto con i famosi Easybeats, band di George Young fratello maggiore e primo produttore degli AC/DC) e allo stesso tempo vere e proprie pericolose “esperienze di vita”: matrimoni falliti, liti furiose, risse, abuso di alcool, prigione e un drammatico incidente in moto dal quale ne uscì vivo per miracolo. Fiducia, rispetto reciproco, entusiasmo e illimitato talento contribuirono a consolidare il rapporto tra Bon e gli Young: dopo un interminabile tour australiano la band si decise a registrare l’album d’esordio. Le grandi ambizioni della band stavano per compiersi ma prima vi furono altri importanti (e decisivi) cambi di line-up. Il bassista Rob Bailey e il batterista Pete Clack vennero sostituiti rispettivamente in pianta stabile da Mark Evans e Phil Rudd

Si entra negli studi della Albert e si registra il primo album High Voltage destinato al commercio australiano, come il seguente TNT, siamo nel 1975. Nel 1976 per il mercato europeo viene pubblicato di nuovo High Voltage che però racchiude solamente i brani dei due precedenti album australiani. Si riconosce subito la voce del cantante Bon Scott, che sprigiona un'energia che si aggiunge a quella degli altri componenti del gruppo. Gli AC/DC vengono subito apprezzati nel loro paese, ma per conquistare gli americani ci vorrà ancora qualche anno. Successivamente vengono pubblicati Dirty deeds done dirt cheap (1976) ma in america sarà rilasciato solamente nel 1981), Let there be rock (1977) che danno prova dell'energica prova compositiva del gruppo: i ragazzi sfornano già piccoli-grandi classici come Dirty Deeds…, Problem Child, la malinconica ballad Ride On (frutto del lato romantico e sognatore di Bon Scott) e nell’altro album Let there be rock, Hell ain’t…, Whole lotta rosie (trademark immortale della band, che dal vivo verrà accompagnata dall’esibizione di una gigantesca bambola gonfiabile); per gli AC/DC non ci sono pause e nel 1978 viene pubblicato l'album Powerage, album in cui appare il nuovo bassista Cliff Williams al posto del defezionario Mark Evans (in rotta con gli Young). Il suono della band è già maturato: il classico rock sessantiano a là Chuck Berry viene rivisitato in chiave blues ed estremizzato con l’uso dinamico e indiavolato della chitarra elettrica, gli AC/DC sembrano davvero inarrestabili, d’altronde come il loro successo. Il live If you want blood you've got it , anch'esso del 1978, è un'autentica furia e dà prova di quanto i ragazzi ci sappiano fare sul palco. E' il periodo d'oro degli AC/DC, che raggiungono l'apice con Highway to hell (1979, prodotto dal “guru” John “Mutt” Lange”) e la title track sarà uno dei loro cavalli da battaglia. Definitivamente consacrate a stelle dell’hard-rock mondiale, guidati dalle carismatiche figure del frontman Bon Scott, inesauribile singer che interpreta ogni song sempre con quel magico tocco di autobiografismo (lo riscontriamo spesso dalle “piccanti” lyrics) e dallo scolaretto indiavolato Angus, axe-man dall’assolo catturante, dal chitarrismo sfrenato e mai banale, gli AC/DC si accingono ad entrare nell’Olimpo dei grandi della musica mondiale. Purtroppo, proprio quando gli AC/DC avevano conquistato Europa, America e Australia con i loro lunghissimi tour mondiali che seguivano ogni album, l'ennesimo abuso di alcool uccide il singer Bon Scott, la notte del 20 febbraio del 1980: il corpo esanime verrà ritrovato il giorno dopo steso sui sedili della macchina di un amico; si dice che la causa della morte sia stato il soffocamento provocatogli dal suo stesso vomito.

In un primo momento Angus e Malcolm vogliono buttare tutto, ma si fanno forza di fronte a questa tragedia e vanno in cerca di un nuovo cantante.La scelta cade su Brian Johnson, ex singer dei Geordie. Viene pubblicato appena 5 mesi dopo la morte di Bon l'album Back in black, che ha una copertina completamente nera, la opener track hell's bells attacca con delle tristi campane da morto, e viene dedicata insieme all'intero album al precedente vocalist. Questo lavoro diventerà uno degli album più venduti nel mondo, con 19 milioni di copie vendute solo in America da 20 anni a questa parte, 5° disco più venduto nella storia degli States dietro a Beatles, Pink Floyd, Queen e Eagles. La voce è completamente differente da quella precedente e canzoni del nuovo album come Hell's Bells, Back in black, You shook me all night long verranno piazzate in cima alle classifiche di mezzo mondo.Anche i concerti saranno costituiti da una scaletta che racchiude molti brani di questo capolavoro. Il seguente album For those about to rock (1981) vende anch'esso bene, è un’ottima conferma dello stato di forma della band ma verrà soprattutto ricordato per la canzone omonima che farà da chiusura a tutti i concerti successivi, coronato dalle entusiasmanti cannonate che scandiscono i finali dei mitici show dei ragazzi.

Il successivo lavoro Flick of the switch (1983) vede l'abbandono del batterista Phil Rudd (a causa di litigi con Malcolm Young) che farà ritorno solo nel 1994, dopo un’esperienza come pilota di elicotteri (!) in Nuova Zelanda.Quest'album viene registrato alle Bahamas, ma viene giudicato male dalla critica anche se a nostro parere rimane un album comunque molto godibile. Le canzoni saranno completate da un session man mentre in seguito entrerà nel gruppo Simon Wright.Con l’EP 74' Jailbreak (1984) vengono riproposti alcuni brani risalenti all'era Bon Scott, già pubblicati a suo tempo nelle versioni australiane dei primi 2 album. Nel 1985 si ha un leggero declino della band, Fly on the wall (valida comunque la VHS relativa a quell album) racchiude dei riffs abbastanza monotoni che non riescono a catturare l'ascoltatore come nei precedenti lavori, anche a causa della carente produzione e della stanchezza della band. Gli AC/DC in seguito (1986) scrivono totalmente la colonna sonora di un film di Stephen King, Maximum Overdrive che viene racchiusa nell'album Who Made Who con tre brani inediti che bastano a far rinascere quell'entusiasmo verso la band: il disco è completato da altri classici dei Seedies, ma altre song strumentali non verranno mai pubblicate. 1988: esce Blow up your video, buone tracce, forse la voce con troppo riverbero, ma in complesso è un buon lavoro. Malcolm Young viene sostituito nel tour americano dal nipote Stevie per i suoi problemi con l'alcool.

Nel 1990 entra a far parte della band un nuovo batterista, il pirotecnico Chris Slade,mentre Wright va a suonare nei Dio. Viene pubblicato l'album The razor's edge, che fa rivivere un secondo periodo d'oro alla band, anche grazie alla mostruose esibizioni live (della canzone Thunderstuck in particolare) ma anche grazie al forte impatto che gli AC/DC danno al pubblico.


La prova sta nell'album del 1992 "
Live" registrato a Castle Donnington (insieme allo spettacolare video) e al Mostersin Moscow dove il gruppo suona di fronte a quasi 1 milione di persone. 1993: gli AC/DC partecipano alla colonna sonora del film Last action hero con ilbrano Big Gun, nel cui video è presente un ridicolo Arnold Schwarzeneggerin veste di Angus Young. 1995: si ha la pubblicazione di Ballbreaker. Il suono delle chitarre è più pulito e i riff di alcune canzoni (in particolare Boogie man) sono blueseggianti (da notare anche la superba prestazione di Brian). La tournèè mondiale dà come frutto un altro video live della band ripreso a Madrid nella Plaza de Toros, dove erano presenti 50.000 persone. Nel 1997 la band esce con un cofanetto contenenti rarità e materiale mai pubblicato risalente agli anni di Bon Scott: Bonfire alternando esibizioni live con rare demo-track e b-sides è una fantastica chicca per i fan della band. Ulteriore conferma dello status raggiunto dagli AC/DC, il seguente Stiff upper lip (2000) che è simile al suo predecessore, ma la vena compositiva è migliorata, basta sentire canzoni come Stiff upper lip, give it up, Satellite blues, ma anche la veloce cyberspace presente non nell'album ma nel singolo di Safe in new york city. Il nuovo tour mondiale(che in passato seguiva OGNI album pubblicato) ha un grande successo, viene anche pubblicato uno stupendo video dal concerto di Monaco (80.000 persone)dove per la prima volta in quasi 30 di carriera gli AC/DC tornano sul palco dopo la micidiale For those about to rock per suonare Shot down in flames. Succederà una seconda volta a Parigi, solo che sarà eseguita Ride On (mai sentita con Brian Johnson, e dedicata con tutto il cuore al compianto Bon Scott) di fronte a quasi 90.000 persone.









Rockato da RockerFoX alle ottobre 11, 2004 10:54 | commenti (1) | permalink



venerdì, 08 ottobre 2004

Ed oggi....Ladys & Genltmen......"THE OFFSPRING"

Sono secondo me il miglior gruppo punk-rock degli ultimi 20 anni! almeno....Dopo i Sex Pistol hanno reinventato il punck...anche se negli ultimi tempi ed in particolare con il loro ultimo album si sono fortemente commercializzati...

Brian "Dexter" Holland e Greg Kriesel fondano nel 1984 i Maniac Subsidial, poi ribattezzati The Offspring. Della band fanno parte altri due componenti (James Lijla alla batteria, il quale quasi sempre si assentava ai primi concerti del gruppo), che però abbandonarono quasi subito. Nel 1986 si unirono al duo storico Kevin "Noodles" Wasserman e Ron Welty, venendosi così formare quella che è l'attuale band. Dopo vari concerti nei locali di Los Angeles, nel 1987 The Offspring pubblicarono il primo singolo, I'll Be Waiting/Blackball, autoprodotto, di cui vendettero 1000 copie circa. Dopo essersi visti sbattere la porta in faccia da varie case discografiche, finalmente nel 1989 ottengono un contratto con la Nemesis e ingaggiano compe produttore Thom Wilson. Nello stesso anno uscirono il singolo Baghdad e il primo album, The Offspring. Il gruppo rivela subito il proprio stile tipicamente punk californiano, il surf-punk, e vende 5.000 copie dell'album. Holland e compagni spedirono un nastro al boss della Epitaph, Brett Gurewitz, il quale, anche  se non subito, rispose positivamente e produsse il secondo album del gruppo, Ignition (1992), riuscendo a vendere 100.000 copie. Il vero successo commerciale arriva due anni dopo, nel 1994, con il terzo album, Smash. La fama ormai è mondiale e le copie vendute sono addirittura 11 milioni. Il primo singolo del secondo album, Come out and play, diventa una hit su MTV nell'estate del 1994. La band reincide il primo album, ormai introvabile. Seguirono tour mondiali affianco a band come Guttermouth, Vandals e i Bad Religion. Nel 1996 Holland e Kriesel fondano la Nitro Records e firmano con la Columbia Records (gruppo Sony). Nel gennaio 1997 esce il quarto album, Ixnay on the hombre che, pur non bissando il successo di Smash, arriva a vendere 1 milione di copie. Per molti è una delusione. Segue un lunghissimo tour mondiale. Nel novembre 1998 esce il quinto album, Americana, che consacra The Offspring come una delle migliori punk-band del mondo. Originariamente, il titolo, anziché Americana, doveva essere "You're fat to make porn". Dopo aver suonato in tour per un anno, la band ha inciso il sesto album, Conspiracy Of One, uscito a novembre 2000.Al tour di Conspiracy segue un lungo periodo di silenzio scosso da almeno tre notizie: l'uscita di un nuovo album di studio, la dipartita di Ron Welty e l'estromissione dalla ristampa dell'album d'esordio di Kill The President.
Ron Welty, vero motore ritmico del gruppo, con questo suo gesto ha voluto forse mostrare il suo disappunto verso il nuovo corso musicale intrapreso dal gruppo preferendo ripartire da zero con un gruppo chiamato Steady Ground.
Nonostante la voce corresse da un pò di tempo, Dexter poco prima dell' esibizione al festival di Leeds nel 2002 annuncia di voler intitolare l'album Chinese Democracy facendosi beffe così dei Guns N'Roses. Ma nonostante la trovata sarcastica, gli Offspring dovettero rinunciare al titolo Chinese Democracy in quanto avrebbe comportato un ulteriore ritardo sulla pubblicazione del disco, per via di questioni legali con i Guns N'Roses.

Line-up

BRIAN 'DEXTER' HOLLAND

Dexter Holland, uomo-immagine degli Offspring, è il cantante e anche chitarrista del gruppo. Insieme con Greg Kriesel, è il co-fondatore del gruppo e del marchio Nitro Records. Nato il 29 Dicembre 1966 ad Orange County, Dexter si è diplomato (Liceo) e si è sposato nel 1995 con Kristine Luna; ha una figlia che non è di lei, ma di una donna che sarebbe morta (e alla quale sarebbe dedicata Gone Away).

KEVIN WASSERMAN 'NOODLES'

Certamente il più folle dei quattro... E' nato il 4 Febbraio del 1963 a Los Angeles. Ha il ruolo di chitarrista principale. Musicalmente apporta molto al gruppo. Tra i suoi hobbies: pesca, snowboarding, surf, skate. E' sposato ed ha una figlia. Conta di rimanere a suonare nel gruppo fino a 40 anni...ci siamo...!

GREG KRIESEL

Greg K è il bassista degli Offspring. Egli è, insieme a Dexter Holland, il co-fondatore del gruppo e del marchio Nitro. Come l'avrete certamente notato, non è il più carismatico tra i membri del gruppo... Tra i suoi hobbies: golf, campeggio e collezionare cappelli. E' nato nel 12 Gennaio 1965 a Glendale.

RON WELTY (non più nella band da Marzo 2003)

Era il giovanotto del gruppo... ha raggiunto Dexter e Greg alla band a soli 16 anni! E' nato il 1 Febbraio 1971. Suona anche in un altro gruppo, chiamato gli Spinning Fish. Oltre la batteria, suona il sax. E' l'unico a non avere un nick-name.

 

 

 

 

 







Rockato da RockerFoX alle ottobre 08, 2004 17:36 | commenti (3) | permalink



mercoledì, 06 ottobre 2004

Salve gente!!! Come va?? Io ho appena cominciato l'università e sto cominciando a studiare...quindi scusatemi in anticipo se capiterà che non mi faccio sentire per un po....Oggi vi parlerò di un gruppo Famosissimo che conoscono anche le pietre per quanto è famoso...i

DEEP PURPLE

Le origini

Di chi fu l'idea del progetto Deep Purple? Diverse sono le versioni, ma il merito maggiore fu dell'ambizioso manager Tony Edwards e del pubblicitario John Coletta, entrambi giovani e alla ricerca di un gruppo al quale affidare l'ingrato compito di affrontare le generazioni post-sessantottine con un tipo di musica che rappresentasse un modo di vivere.
Edwards e Coletta contattarono Jon Lord, giovane ed eclettico tastierista, ben noto nell'ambiente musicale londinese, grazie alle sue numerose collaborazioni con artisti e gruppi che godevano di una certa popolarità.
Jon accettò l'interessante offerta e si mise subito al lavoro per cercare validi elementi. La scelta del bassista cadde su Nick Simpler, con il quale Jon Lord aveva già suonato nei Floweport.
Fu proprio Simpler, dopo aver accettato la proposta, a suggerire il nome di Blackmore come chitarrista del gruppo. Questi, però, era andato in cerca di fortuna in Germania e a causa delle sue precarie condizioni economiche furono Edwards e Coletta ad addossarsi le spese per riportarlo in patria da Amburgo.
Mancavano ancora due elementi, e fu per puro caso che ad una audizione capitò Ian Paice, ex Maze, che una volta sedutosi dietro i tamburi colpì molto Jon & Co., che subito lo scritturarono. Per trovare un cantante si pensò di mettere un'inserzione su "Melody Maker". Furono in molti a presentarsi alle audizioni, ma la scelta cadde subito su Rod Evans, compagno del drummer Ian Paice.

Mark I

L'organico era al completo: Lord all'organo, Blackmore alla chitarra, Paice alla batteria, Simpler al basso e Evans come cantante. Cominciarono quindi le prove nella sede di Deeves Hall; correva il marzo del 1968.
Inizialmente si cominciò con l'elaborare nuove versioni di brani già famosi, ma si lavorava anche su brani composti soprattutto dal duo Blackmore-Lord.
Gli attivissimi Edwards & Coletta programmarono subito una mini tournee in Danimarca.
Al gruppo fu messo il nome provvisorio Roundabout, ma tornati dalla positiva esperienza danese Blackmore propose come nome definitivo Deep Purple, titolo di una vecchia canzone di Bing Crosby, nome che venne accettato con entusiasmo dal resto della band.
Sempre Blackmore mise in moto vecchie amicizie per avere un contratto discografico; dopo qualche mese i neo Deep Purple infatti avevano sottoscritto un contratto con la Tetragrammoton Records in America e con la EMI sul versante europeo.
La prima tappa da percorrere era adesso la pubblicazione del primo disco. Il materiale sul quale lavorare era moltissimo, comprendeva qualche cover, ma per la maggior parte si basava sulle sonorità del terzetto Blackmore-Lord-Paice.

Il disco fu registrato ai Pye Studios di Londra in soli tre giorni, un record: il titolo scelto fu Shades of Deep Purple e adesso tutto era pronto per confrontare i Deep Purple con il mercato discografico
A dispetto delle previsioni, il primo lavoro dei Purple riscosse pochissimo successo, tranne il singolo Hush che riuscì a piazzarsi nella top ten statunitense.
La causa di questa disfatta fu proprio il fatto che, invece di instaurare un nuovo filone musicale, i Deep Purple ripresero sonorità caratterizzanti gli anni '60 e le appesantirono con metodiche definibili grezze.
Mentre la Tetragrammoton Records cercava in qualche modo di sfruttare il successo riscosso da Hush negli States, i Deep Purple rientrarono in studio per registrare The Book Of Taliesyn, un altro sonoro fiasco, poiché rivelava i limiti già presentati nel primo album.

Non si ebbe nemmeno il tempo di considerare questo secondo passo falso che Blackmore & Co. Volarono in America per affrontare la loro prima tournee ufficiale. Il tour prevedeva concerti in supporto ai Cream di E. Clapton e concerti dei soli Deep Purple.
La prima parte, cioè la collaborazione con i Cream, fallì ben presto poiché non furono graditi i comportamenti di Blackmore sul palco che con la sua chitarra si faceva beffe dello stile e della mimica di Eric Clapton.
Il tour dei soli Deep Purple continuò comunque e si chiuse con un bilancio nettamente positivo.
Tornati in patria, i Purple rientrarono in studio per registrare un album che finalmente potesse far breccia nella musica "dotta" degli inglesi. E' il marzo 1969 e la realizzazione del III album è ultimata, album che sarà intitolato semplicemente Deep Purple.


Questo lavoro venne pubblicato nel novembre seguente e si dimostrò subito all'altezza dello sforzo compiuto, distaccandosi in modo netto e deciso dalla fase precedente: il picco massimo della Mark I.
Le influenze dell'album variavano dal classico rock'n'roll americano, al blues nero fino ad arrivare alla classica, come nell'eterogenea April, per la cui registrazione sono stati sovraincisi più di 16 strumenti, tra archi e fiati.
La bella tournee promozionale sancì una notevo frattura tra il ben rodato terzetto Lord-Blackmore-Paice e il vacillante binomio Simpler-Evans.
A Coletta ed Edwards il compito di risolvere la situazione. Si decise pertanto di liquidare i meno validi, perciò Evans e Simpler suonarono per l'ultima volta con i Deep Purple il 4 luglio 1969, quindi le loro carriere musicali si divisero definitivamente.

Punto e a capo, dopo due anni i Deep Purple, o almeno quelli che sono rimasti, sono alle prese con problemi di formazione. Non occorre adesso l'inserzione su "Melody Maker" poiché fu il tam tam dell'ambiente musicale a suggerire Ian Gillan e Roger Glover, il primo come vocalist, il secondo al basso. I due validi elementi si integrarono ben presto nel gruppo e nella mentalità musicale che piano piano si stava snervando. L'obiettivo adesso era quello di sfondare sul mercato inglese che si era mostrato ostico anche nell'ultimo album.

L'idea giusta l'aveva Jon Lord, un idea ambiziosa quanto difficile: un concerto dei Deep Purple con un orchestra, un modo per entrare in frattura con i classici sistemi tradizionali. L'idea sarebbe rimasta tale se Tony Edwards non avesse deciso di prendere in mano le redini della situazione, così prenotò la "Royal Albert Hall", un tempio della musica classica, e diede inoltre "l'ordine" a Jon di ultimare il lavoro per quanto concerne la partitura. Dopo sei mesi il lavoro di preparazione era pronto, si poteva così proseguire con le prove con l'orchestra, diretta da Malcom Arnold, prove che durarono tre giorni.

Il concerto che ebbe luogo alla "Royal Albert Hall", come già detto, e che venne immortalato dalla BBC, riscosse un grandissimo successo, il confronto Rock-Classica sbalordì tutti, compresi i Deep Purple che intanto potevano dire di aver sfondato. Forti di questo successo i Purple dovettero moltiplicare le date dei concerti, mentre le vendite dei loro lavori aumentavano giorno dopo giorno, mancava adesso all'appello un album che potesse immetterli di diritto nell'olimpo del Rock.

Il livello musicale del gruppo risultava ora molto alto, ne frutto forse il miglior lavoro dell'impero DP: "IN ROCK"; pietra miliare nella storia del Rock poiché si rivelò iniziatore di quel genere musicale definito Hard Rock. Con questo album i Purple affermarono la loro maturità. Non mancavano dissidi in seno alla band, dissidi che però sfociavano in creatività musicale, come per esempio i dialoghi alla velocità della luce tra la chitarra di Ritchie Blackmore e l'hammond di Jon Lord. Il tour che promuoveva "In Rock" venne supportato dall'uscita del singolo "Black Night" ed ebbe un riscontro entusiasmante, oramai la gente accorreva numerosa ai concerti.

La prima parte del 1971 vede i 5 impegnati in un incessante serie di concerti, che ebbero serie ripercussioni fisiche sui componenti, si poté comunque lavorare al nuovo album, che venne poi pubblicato a luglio e venne intitolato "Fireball". A quest'ultimo lavoro spettava il compito di continuare il filone Hard Rock instaurato dal precedente disco. Deluse molto, soprattutto a livello commerciale, ma musicalmente si presentava molto aperto, poiché riusciva passare dal ritmo scandito del Rock alla fluidità del country. "Fireball" raggiungeva comunque alti livelli musicali. Dopo i vari concerti di rito che seguono la pubblicazione di un album, i DP si ritrovarono a discutere di un nuovo lavoro.

L'idea era quella di pubblicare un album che da una parte riprendesse le sorti di "In Rock", e che dall'altra parte racchiudesse la naturalità di ogni strumento e ogni sua sfumatura naturale. Si pensò di registrare il disco in occasione di un live, ma il pubblico risultava troppo rumoroso, perciò si cercò di registrare un live in assenza del pubblico. "Machine Head", questo fu il nome scelto per il nuovo disco, fu registrato nei corridoi di un albergo in Svizzera, proprio per rendere l'effetto di una grossa sala concerti. L'album comprendeva la mitica "Smoke on the Water", la epica "Highway Star", pezzi che suscitavano e che suscitano ancora forti emozioni in chi li ascolta. La naturalezza, la profondità e la decisione del rock di "Machine Head" fecero in modo che questo lavoro vendesse oltre 3 milioni di copie.

Nel 1972 i DP toccarono l'apice della loro carriera artistica, ma lo stesso 1972 darà inizio al loro declino. Gli attriti tra i vari componenti si facevano sempre più incessanti. L'anno si aprì con la maxi tournée negli States, dove i Dp tennero concerti memorabili. La tournée però fu interrotta nel mese di marzo poiché Blackmore diede segni di forte cedimento fisico, e solo dopo tre mesi questi potè imbracciare la sua chitarra. Riprese le attività, sia live che in studio, scoppiarono dissapori tra Blackmore e Ian Gillan, con il chitarrista polemicamente ipercritico nei confronti delle prove del cantante.

Qualche momento di tregua si ebbe solo quando i 5 dove vano adempiere agli impegni presi. Infatti nella mini tournée tenutasi in Giappone i DP danno atto del raggiungimento di un indiscutibile livello musicale nonché di un feeling tra i vari componenti non indifferente. La tournée, che prevedeva concerti a Tokyo e a Osaka, venne immortalata nel celebre doppio disco "Made in Japan", un lavoro storico.


Tornati in Europa si ricominciò a lavorare per il nuovo disco, disco che non poteva non riflettere una realtà di gruppo totalmente disgregata, basti pensare che solo per registrare "Woman from Tokyo" si impiegarono ben sei mesi. Il disco venne intitolato "Who Do We Think We Are", e sarà l'album che metterà virtualmente fine ai DP in versione Mark 2, poiché sia Ian Gillan che Roger Glover per volere di Blackmore vennero "liquidati" e per poco anche Blackmore non si "autoliquidò".

Concludendo i Deep Purple sono un gruppo dei più grandi...E hanno fatto storia, saranno sempre a esempio a tutti i gruppi rock di sempre!









































Rockato da RockerFoX alle ottobre 06, 2004 17:19 | commenti (4) | permalink



lunedì, 04 ottobre 2004

Tanti Auguri a te, Tanti Auguri a te, Tanti Auguri a "Unica legge Caos" Tanti Auguri a te......Salve Se nn s'è ancora capito oggi questo blog compie il suo primo mese!!!!E ha già la bellezza di 800 visite!!!(Gente continuate a votarmi !!!) bhè chi ben comincia è a metà dell'opera!! Visto che oggi è un giorno speciale, ci vuole una recenzione speciale... Quindi oggi vi parlerò di

"Muster of Puppet"

Questo Album è la base fondatrisce della "Trash Music", oggi abbiamo gruppi come InFlames, Sleepknot e affini lo dobbiamo all'influenza di questo cd!Ascoltando questo cd c si innamora dei mettallica (pensate che pultroppo durante il tur di Muster Of Puppet è mort Cliff Burton il primo Bassista dei Metallica). Forse la vera essenza dei metallica si potrebbe riscontrare in Album come Kill 'em All (di cui già vi ho parlato) o in Ride the Lighting (di cui vi parlerò), ma questo è sicuramente l'album della maturità sia per i significati sia dal punto di vista tecnico.

L’esplosione sonora inizia immediatamente con la stupenda “Battery”, che dopo un arpeggio acustico, decolla alla grande presentandoci tutto il disco.
Subito dopo troviamo la title track “Master of Puppets”; otto minuti di perfezione sonora. Brano lunghissimo ma con parecchi cambi di tempo e un testo stupendo che parla di droga e solitudine. Ottime anche la lenta e dispersa “Welcome Home (Sanitarium)” e la polemica “Leper Messiah”. Le capacità tecniche dei quattro californiani non sono mai state in discussione, ma in questo lavoro si producono in veri virtuosismi sonori. Le chitarre sono compresse all’inverosimile e cavalcano l’onda di una potenza devastante, il basso è tecnicamente perfetto e la batteria urla energia ad ogni colpo di rullante.
I Metallica si muovono con una considerevole abilità tra brani “speed” e pezzi malinconici come la strumentale “Orion” (che venne fatta suonare al funerale di Burton).
Potente, devastante, cupo e riflessivo, “Master Of Puppets” si è posizionato tra le gemme del metal entrando di diritto tra quei capolavori inarrivabili, a cui un po’ tutti si sono paragonati o comunque hanno preso ad esempio.Vi riporto una parte del testo:


Master of puppets, I'm pulling your strings
Twisting your mind and smashing your dreams
Blinded by me, you can't see a thing
Just call my name, 'cause I'll hear you scream
Master
Master
Just call my name, 'cause I'll hear you scream
Master
Master

--------------------------------

Come crawling faster
Obey your master
Your life burns faster
Obey your master
Master

Master of puppets, I'm pulling your strings
Twisting your mind and smashing your dreams
Blinded by me, you can't see a thing
Just call my name, 'cause I'll hear you scream
Master
Master
Just call my name, 'cause I'll hear you scream

Il testo è bellissimo e si sposa perfettamente con la musica!Ogni colpo della batteria è un sussulto del cuore, questa conquistare non può che conquistare chiunque.

Secondo me al secondo posto delle canzoni più belle dei Metallica vi è senza dubbio "Welcome home (Sanitarium)"...Questa canzone è malinconica...ma al contempo stesso esprime una grande rabbia e voglia di vivere....

Welcome to where time stands still
No one leaves and no one will
Moon is full, never seems to change
Just labeled mentally deranged
Dream the same thing every night
I see our freedom in my sight
No locked doors, no windows barred
No things to make my brain seem scarred

Sleep, my friend, and you will see
That dream is my reality
They keep me locked up in this cage
Can't they see it's why my brain says “rage”

Sanitarium, leave me be
Sanitarium, just leave me alone

Che dire....qui c'è molto poco da commentare...A DIR POCO FANTASTICI!!!!!!!

Dal punto di vista tecnico io credo che qui i metallica abbiano quasi raggiunto la perfezione! I suoi rasentano la perfezione i alcuni assoli, specialmente nell'intro di Sanitarium e nell'intermezzo acustico di Master of Puppet, onestamente mi vengono i brividi dall'emozione quando li ascolto! Se non è questa la musica che da emozioni voglio sapere che cosè che ne da!! Per non parlare poi di Pezzi completamente strumentali come Orion, anche se manca la voce la chitarra ha la sua parte "cantando" una melodia stupenza. Grande particolarità di questo album sono i numerosi intermezzi acustici presenti in quasi ogni pezzo, grazie a questi intermezzi si riesce a creare un crescendo nelle melodie.

Anche dal punto di vista dell'originalità bhè non credo che ci siano eguali quindi do a questo capolavoro pientra miliare della storia del Metal un azzardatissimo

10- -

ciao a tutti!! Alla proxima!!














































Rockato da RockerFoX alle ottobre 04, 2004 09:16 | commenti (2) | permalink



domenica, 03 ottobre 2004

Fuck you, I won't do what ya tell me...

Grazie grazie grazie ragazzi!!!Vi devo rigraziare dei vostri voti!!Spero di riuscire ad arrivare primo nella sezione musica di blog show questo mese se tutti voi mi votate...per ora sono 3°!!( http://www.blog-show.com/classifica.php?categoria=10 )Un piccolo sforzo...e per invogliarvi oggi vi faccio la recenzione di quello che secondo me è il più bel cd dei RATM (Rage Against the Machine) l'omonimo RAGE AGAINST THE MACHINE

Allora....da dove comincio??Bhè questo cd è a dir poco fantastico!! Iperdibile!!Comcio dal punto di vista più prettamente politico...questo cd è l'apoteosi della ribellione alla società!! Prendo come esempio Freedom

Environment
The environment exceeding on the level
Of our unconsciousness
For example
What does the billboard say
Come and play, come and play
Forget about the movement
Anger is a gift 

Oppure Killing in the Name of

Killing in the name of
Some of those that work forces,
are the saints that burn crosses

---------------------------

Those who die, are justified,
for wearing a badge and their clothes in white
You justify those that died
By wearin the badge and your chosen white

Come on...
Fuck you, I won't do what ya tell me...

A dir poco unici...e ci sta ancora Wake Up (colonna sonora di Matrix)

Movements come and movements go
Leaders speak, movements cease
When theirheads are flown
'Cause all these punks
Got bullets in their heads
Department of police, the judge, the feds
Networks at work, keepin' people calm

I Rage in questo Cd gridano al mondo la loro rabbia contro la società capitalista in tutte le sue forme, dalla guerra, ai network, ed in particolare i soldi...per chi nn lo sapesse i Rage Against the Machine sono Luddisti (una forma di comunismo estremo che abbolisce l'uso della macchine perchè levano lavoro all'uomo)

Dal punto di vista più tecnico il cd è molto elaborato, i suoi sono ricercati com molta cura, tutte le riff sono originali, i ritmi sono molto belli, richiamano l'istinto primordiale che è dentro ognuno di noi. Non sono ripetitive tranne in quanche raro esempio, per esempio l'inizio di Wake up è identico ad un intermezzo di Freedom, ma è poca cosa rispetto a quello che i Rage riescono a fare. Qui Zach del la Roche da il meglio di se, assime a Tom Morello che con i suoi effetti da originalità al tutto!!Secondo me questo album è degno di rimanere nella storia della musica degli anni 90' come uno dei migliori

Voto: 9






























Rockato da RockerFoX alle ottobre 03, 2004 10:19 | commenti (4) | permalink



sabato, 02 ottobre 2004

Salve gente oggi...siccome non ho nulla da fare.....vi farò anche un'altra recenzione...vi parlerò di RadioZombie dei Negrita

Questo album dei Negrita è fantastico!!! Mi piange il cuore perchè se parlo di Negrita il 99% della gente si ricorda solo di Magnolia o un'altro paio di canzonette che hanno fatto...(le peggiori della loro carriera) o al max si ricordano di Mamma Ma!!! Questo Cd è ascoltabile da chiunque...il rock è fresco leggero, originale, i testi sono bellissimi!!! E' poesia allo stato puro!!! Musica e parole sono amalgamate alla perfezione!!

Questo verso è di Noi nn ci guarderemo in diestro mai

Traghettato da un destino a volte sordo e malinconico
In un viaggio clandestino tra allucinazioni e panico
forse perche' so di avere un diamante tra le mani
un morbido rifugio per tempi meno buoni
Mi spinge sul divano lo so che ha gia' deciso
E resto senza fiato tra l'inferno e il paradiso
Scioglie i capelli in boccole di nuvole
Il suo sapore e' miele e questa notte sembra fatta apposta per noi...

Vi posso fare anche l'esempio di quest'altra canzone: Hemingway...Ogni volta che la sento mi vengono i brividi tanti sono i sentitmenti che scatena!!

Ma come puo' accaderti questo?
Decolli a bordo del tuo letto
Stai tranquilla non e' niente
e' solo vita che entra dentro
il fuoco che ti brucia il sangue
quella e' l'anima
Puo' anche non piacerti il mondo
o forse a lui non piaci te
comunque questa e' un'altra storia
questo e' Hemingway

Anche dal punto di vista tecnico sono molto bravi in questo cd...l'esperienza acquisita dall'intero gruppo è grande, non sono più dei ragazzi che si divertono a fare musica come in Hei! Negrita! Bensì sono professionisti affermati!

Spero che un giorno questo gruppo venga rivalutato e abbia la gloria che gli spetta

Intanto io aspettando quel giorno do a questo cd un bel  8 1/2






















Rockato da RockerFoX alle ottobre 02, 2004 15:09 | commenti (7) | permalink




Oggi vi parlerò di un gruppo emergente poco conosciuto in Italia, ma discretamente consciuto all'estero

The Bridges of Destruction

Pultroppo non sono riuscito a trovare notizie biografiche di questa band...se qualcuno riusse a trovarne mi contatti per favore e le inserirò nel blog.....cmq ho sentito la loro musica....in particolare quella che secondo me è la canzone migliore del loro Album

Shut The Fuck Up 
I can see you smile on my TV
A spewing bile necessary
Dementia of your deception
"I don’t wanna be the" tolerant
"I don’t wanna be the" consequence
"I don’t wanna be the president
Doesn’t really matter what I say
Nobody listens to us anyway
Doesn’t really matter what I do
I’m so sick of you

Shut the fuck up!

A pathetic talking head
You product of your walking head
Your war machined evangelistic mission

"I don’t wanna be the" tolerant
"I don’t wanna be the" consequence
"I don’t wanna be the president

Doesn’t really matter what I say
Nobody listens to us anyway
Doesn’t really matter what I do
I’m so sick of you

Shut the fuck up!
Shut the fuck up!

Doesn’t really matter what I say
Nobody listens to us anyway
Doesn’t really matter what I do
Doesn’t really matter what I say
Doesn’t matter what I do

I’m so sick of
I’m so sick of
I’m so sick of you!
Shut the fuck up!

Questi sono ragazzi che cercano di sprimersi attraverso la musica, trovano nella loro arte l'unico modo per farsi ascoltare in una socetà in cui chi non ha un discreto conto in banca non conta!!

I got a gun
And nothing to say
I’m on the run
Blow yourself away
I gotta gun
And nothing to say
I’m on the run
And now it’s time to play

Da loro traspare anche una certa negatività nella loro visione di vita

It seems so hard to stay so positive
I know how it feels
It just takes time something’s gotta give
Don’t let the negative
Steal the blue out of the sky
Don’t leave it all behind

Dal punto di vista tecnico la loro musica è tra il punck, il punck-rock, e il metal...cambiano spesso genere nel cd, per esempio la mia preferita Shut the fuck up si potrebbe quasi definire punck-metal, il pezzo è spinto come nel metal, ma alcune riff e l'assolo sono punk. Tecnicamente non sono male, in particolare il cantante cambia spesso voce, il chitarrista non è male, ed il resto del gruppo fa la sua figura. Conculdendo questo cd secondo me merita

7 +

























































Rockato da RockerFoX alle ottobre 02, 2004 11:44 | commenti (1) | permalink



giovedì, 30 settembre 2004

Ed ora vi parlerò del migliore cd Dei Limp....Significant Other

Limp Bizkit quelli di "Mission Impossible 2". Se possedete una radio l'avrete sentita, "Take a Look Around", avrete sentito il misto di chitarre distorte e urli e rap. Il rap-rock, e anzi il rap-hard rock ha camminato fianco fianco all'hip hop tradizionale fin dall'inizio. E nei Limp Bizkit c'è più rap o c'è più rock? Non è molto interessante, e per i Limp ancora meno. E' vero insomma che i Limp non hanno inventato nulla, ma la formula della loro musica merita davvero un'attenzione particolare. Ora lasciamo stare i mischioni più evidenti. Lasciamo stare cioè i gruppi heavy e metal (Anthrax, Aerosmith...) che hanno collaborato con artisti rap. Prendiamo invece chi ha fatto del crossover il proprio credo musicale. I Rage Against the Machine sono la bandiera di questo stile, ma i fuoriusciti dall'hip hop sono ormai una folla. I Cypress Hill sono più sull'altra sponda che in patria. Di chitarre distorte pare non possano più fare a meno, peccato solo non siano capaci... Ice T per sfogare le voglie di hard rock ha creato il Body Count, e Everlast dopo gli House of Pain girovaga fra i generi (musicali). I Limp Bizkit di Fred Durst non hanno fatto parte di nessuna chiesa. Nè dell'hip hop e né del rock, hard o meno. La loro formula allora ha un altro segreto. Prendere le chitarre distorte, prendere il suono dell' hard rock e ammorbidirlo. Poi prendere un rap tranquillo, piano, pop, privo di invenzione, e metterlo insieme all'hard rock ammorbidito di prima. Ne viene una ricetta gustosa, in cui non si mischiano i sapori, e in cui il rap e le chitarre ruotano insieme senza miscelarsi. Una bella trovata.

La traccia del successo è la molto nota "Nookie", una carta d'identità del suono dei Limp. Le altre sono altrettanto riuscite, ma non così equilibrate. C'è quella più rockettara e quella più rappettara. Quella spaccatimpani e quella lenta lenta. Dalla sei alla nove regnano le chitarre distorte. Le altre, per farla semplice, sono crossover. Un genere ibrido di rap e hard rock, la specialità della casa insomma. "N 2 Gether Now" è la sola traccia del tutto hip hop, e non è male per niente. Produce il solito Premier, e Fred Durst rappa con la sua voce acuta e nasale, come quella di Eminem. Si somigliano, lui e Eminem, almeno nel tono di voce. Sono amici e hanno cantato insieme, sono stipendiati entrambi dalla Interscope e sarà facile che collaborino a qualcosa di più di un paio di tracce sparse. E' un auspicio, perché se Durst ha un taglio ancora da musicista rock, la voglia di hip hop e il talento promettono bene. Un cantante che rappi con questa abilità e con tale flow è rarissimo. In questo pur riuscito album pare sacrificato, sembra avere cavalli che non riesce a scaricare a terra. "Nookie" e "N 2 Gether Now" sono le eccezioni, dall'energia bruciante.

La scritta 'Limp Bizkit' sull'album e tutto il taglio grafico denunciano il feeling con il movimento hip hop. Le produzioni sposano con ottime soluzioni strumenti e deejay, anche se la supremazia resta alla musica suonata, ai giri armonici e quant'altro. In Italia abbiamo avuto un gruppo che dalla musica suonata ha piano piano introdotto le macchine. I Casino Royale del live '96 e di "CRX" sono stati i fautori del miglior crossover hip hop italico. Produceva Dj Gruff, il Premier nostrano. Durst e soci paiono su questa via. Disimpegnare le chitarre e circondarsi di mixer e piatti, e maturare un suono già rotondo e efficace in questo "Significant Other". In realtà la mia è una speranza, perché l'album è proprio bello. La formula è vincente, e promettente.

Questi ragazzi sono riusciti a dare una variante a quello che era la stile dei Rage(variare non significa necessariamente migliorare, ma semplicemente cambiare, WW RATM) cmq sicuramente la parte Rap è molto più evidente nei Limp Bizkit, anche grazie al supporto di un DJ che manca the Rage, anche se Tom Morello con la usa chitarra ne crea una discreta variante....

Concludendo questo album per me vale 8






Rockato da RockerFoX alle settembre 30, 2004 17:21 | commenti (6) | permalink




Do you wanna' play a game bitch??????

Chi conosce qusta frase?????

Salveeeee genteeeeee!!! Come va??? TUTTO OK?? A me più o meno!!!!Cmq....Oggi vi parlerò di un gruppo internazionale i Limp Bizkit!!!(visto J3K ti ho accontentato)Eccoli a voi questi "Biscotti Marci"!!!

Allora...la storia dei Limp Bizkit si può dividere in tre periodi 1)L'esordio, 2) La maturità artistica, 3) Il declino , io come fan appassionato, e con la speranza di un futurio riaversi "dell'antico splendore", vi parlerò unicamente dei primi due periedi tralasciando il terzo...

I Limp cominciano con vari demo, ed Lp, ma grazie a quelli che poi li lanceranno (I KORN) riescono a dare alla luce Three Dollar bill, che da a questi ragazzi la prima notorietà.

I cinque ragazzi scatenati di Jacksonville, Florida tornano alla ribalta presentando il loro secondo album dopo il recente successo di "Three dollar bill,Y'all$" debutto della metal/rap band premiato con il disco di platino. Gli autori di questo nuovo lavoro in casa Limp Bizkit sono i soliti: Fred Durst, Wes Borland, John Otto, Sam Rivers e DJ Lethal, affiatati come sempre nell'arte di accostare i due generi in modo così innovativo e singolare tanto da continuare a riscuotere consensi dal pubblico di questa scena musicale in continua evoluzione.
Il genere dei Limp è quello di sempre: oscuro, intenso, potente, illuminante ed energico allo stesso tempo e fa sì che questa band non sia più "follower" bensì "leader" di questo settore musicale. Il bello è che Fred Durst e compagni riescono a fare combaciare alla perfezione il funk del basso, le tinte jazz delle percussioni, i grooves hip-hop e gli stupendi riff...il risultato?Impressionante, per il resto scopritelo voi.

Già dal primo ascolto "Significant other" colpisce in diversi modi, l'album esordisce con un"You wanted the worst, you got the worst: Limp Bizkit!" (frase parodia dei Kiss, un gruppo del 70, che diceva You wantad the best, You got the best: KISS), così annuncia una voce distorta durante l'intro; la band non perde però tempo a smentirsi che già inizia "Just like this" nella quale la chitarra aggressiva di Wes Borland viene conciliata alla perfezione con la lirica rappata, urlata ma a volte melodica di Fred Durst. L'album continua con il singolo "Nookie", il brano più potente che unisce contenuti quanto meno delicati ad un ritmo schizofrenico,"N2 gether now" è uno dei pezzi migliori di "Significant other" anche grazie alla partecipazione di Method Man dei Wu-tang clan. Anche "Nobody like you" conta ospiti d'eccezione come Jonathan Davis dei Korn e Scott Weiland degli Stone Temple Pilots. Questi sono gli ingredienti di un album incisivo ed adrenalinico come "Significant other" degno successore dell'altrettanto fortunato "Three dollar bill,Y'all$" rispetto al quale offre meno potenza metal a favore di più ricercati ritmi hip-hop. Se amate questo genere musicale o se solo volete farvene un'idea più chiara la raccomandazione è di non lasciarsi perdere "Significant other" ,un album su cui fare affidamento...

Stelle di mare di cioccolato e acqua al gusto di hot dog, come suona il titolo in italiano. Lo spirito è il solito, la solita caciara, la solita carica, veri e compromessi al punto giusto. Compromessi con lo show business e altre menate simili, che importa? "Significant Other" li ha portati su quei lidi di notorietà, e nessuno ha avuto da ridire. Non solo, i Limp non hanno perso smalto. Picchiano e strepitano come ci si aspetta da loro, i fans saranno soddisfatti. Cosa manca allora? Manca la musica, manca l'album. "Chocolate Starfish" è piatto, prevedibile, e mi azzarderei fino al noioso. I cuginetti dei Limp nella ricerca artistica dovrebbero essere i Rage Against the Machine. I Rage che hanno perso Zack De La Rocha, e che continuano a fare buone cose. I RATM intrufolavano un po' di rap nell'hard rock, mentre i Limp rischiavano uno shake nuovo nuovo. L'hip hop si sentiva bene, l'influenza elettronica stava in bella vista, abbracciava il muro delle chitarre distorte e degli urli di uno scatenato Fred Durst. La musica era suonata, come in questo "Chocolate Starfish", le chitarre possedevano tutte le prime file. Il complesso però denunciava voglia e capacità di stringersi con lo spirito, oltre che col suono, della musica elettrica.

Il resto, come vi ho detto in precendenza non verrà descritto....."Speriamo in un futuro migliore per i questi biscotti marci!!"

Line-up

Fred Durst (cantante) Giudizio: Grandissima voce e buon rapper, grande grinta, frontman del gruppo, senza di lui i Limp nn sarebbero gli stessi

John Otto, Sam Rivers,Wes Borland (chittarrista, bassita, batterista) Giudizio: discrete doti tecniche, ottimo il chitarrista che riesce a dare trovare un punto di incontro tra metal e rap

DJ Lethal Giudizio: nn sono un esperto di DJ ma secondo me questo non è niente male!!!






Rockato da RockerFoX alle settembre 30, 2004 17:11 | commenti (1) | permalink



martedì, 28 settembre 2004

Ora invece vi parlo di uno degli album migliori dei Tool..."Lateralus"

In questo cd è possibile sentire la vera essenza dei Tool, il loro stile è unico!! Inimitabile!!! Vi assicuro che non ho mai ascolatato nulla che si potesse neanche avvicinare al loro genere musicale, alla loro essenza. Non hanno un genere predefinito, si spostano tra il rock, metal. I ritmi sono molto variabili all'interno del cd ed anche all'interno di una stessa canzone!! Davvero fantastico!! Il loro genere è un miscuglio tra rock progressivo-alternativo-heavy metal- rock psichedelico. I toni sono un po dark, ma questo non danneggia la musica, anzi aiuta a dare un'atmosfera unica a quest'opere...sono sicuro che questi ragazzi hanno un futuro. Tra le influenza riscontrabili nel loro cd non sono presenti nessun gruppo degli anni 80 (come metallica, Anthrax & company) come si potrebbe pensare a causa dello stile un pò dark, ma solo leggere influenze della musica post-industriale degli anni 70 come i Led Zeppelin. Anche dal punto di vista tecnico questi ragazzi sono molto bravi, sanno raggiungere suoni nuovi e tonalità inesplorate.

 

Concludendo penso che questo album meriti  8

ciao a tutti





Rockato da RockerFoX alle settembre 28, 2004 16:05 | commenti (3) | permalink









Su questo blog vi saranno ogni giorno le recensioni di gruppi più o meno conisciuti di musica Rock e Metal...Che dire...fanculo il mondo tanto vi è la musica e se vi scorre il Rock nelle vene come me non avete nulla di cui preoccuparvi!! L'Unica legge è il CAOS!!!

[ Che Cazzo mi Piace!]

Bhè facile a dirsi!Ancora più facile a scrirsi!La musica Rock in tutte le sue forme!! I miei gruppi preferiti? I Mitici Metallica innanzi tutto, Iron Maiden, Halloween, Guns'n'Roses,Aereosmith,Rage against the machine, Audioslave, Velvet Revolver, Offspring, Pennywise...e tanti altri!!


[ Che cazzo Odio!!]

Tutta quella merdaccia commerciale senza esclusioni dal pop, alla musica da discoteca, e stronzate affini!!! Ma Specialmente odio quella MEDEACCIA DI CLAUDIO BAGLIONI!!!:D


[ Che strumento suono??]

La mia amata chitarra elettrica...Ne ho due..una Jimmy Reed (una marca uscita da poco) E un'Ibanz J100 (quella di Joe Satriani...per chi lo conosce)...Ho suonato anche il pianoforte...e me la cavicchio con il basso...come qualsiasi chitarrista...


[ Se mi vuoi contattare..]

Se qualche rockettaro volesse contattare RockerFoX la mia mail e account di msn è lampadium_@hotmail.com

Se c'è qualcuno interessato a conferire con Ancelo, è possibile contattarlo su
kabukiller@hotmail.com

[ Pensieri Caotici ]

Il Mondo fa schifooooooo
La gente è stronza!! Stai attento e appena ti diastrai te lo ficcano in culo e manca poco che tu neanche te ne accorga!!! Fanculo...le leggi sono solo un'illusione...tutto è Caos!! E ognuno fa solo quello che cazzo gli pareeeeeee!!!!!!!
E forse è anche giusto così....


[ Gruppi BIG recensiti (Clikka per vedere la recenzione)]

Metallica
Linea77
Iron Maiden
Verdena
Guns'n'Roses
Marlene Kuntz
Velvet Revolver
Litfiba
Rage Against the Machine
Negrita
Aerosmith
Steve Vai
Joe Satriani
The Darkness
Tool
Limp Bizkit
Bridges of Destruction
Deep Purple
The Offspring
AC/DC
NickelBack
Steve Ray Vaughan

[ Album di BIG recensiti (clikka per vedere la recenzione)]

Kill 'em all
Ketchup Suicide
Fear of the Dark
Il suicidio del Samurai
Appetite for Destruction
Catartica
Contraband
Terremoto
Battle of Los Angeles
Hei! Negrita!
Aerosmith
Joe Satriani
Permission to Land
Lateralus
Significant Other
Bridges of Destruction
RadioZombie
Rage Against the Machine
Master of Puppet
Silver Slide Up

[ Cd e gruppi emergenti recensiti ]

Agent Orange

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